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Incontro

– Incontro –

Francesco Guccini

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E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante “deja vu”, ombra della gioventù, ci circondava la nebbia…

Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l’uno all’ altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
“cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via”.
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia…

E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste…

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s’ era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto…

E pensavo dondolato dal vagone “cara amica il tempo prende il tempo dà…
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa…
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno…”

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Non c’è modo per dire addio

 

Leonard Cohen – Hey That’s No Way To Say
Goodbye

Per sentirla cliccate qui


I loved you in the morning
Our kisses deep and warm,
Your head upon the pillow
Like a sleepy golden storm.
Yes, many loved before us
I know that we are not new,
In city and in forest
They smiled like me and you,
But now it’s come to distances
And both of us must try,
Your eyes are soft with sorrow,
Hey, that’s no way to say goodbye.

I’m not looking for another
As I wander in my time,
Walk me to the corner
Our steps will always rhyme,
You know my love goes with you
As your love stays with me,
It’s just the way it changes
Like the shoreline and the sea,
But let’s not talk of love or chains
And things we can’t untie,
Your eyes are soft with sorrow,
Hey, that’s no way to say goodbye.


I loved you in the morning
Our kisses deep and warm,
Your head upon the pillow
Like a sleepy golden strom.
Yes, many loved before us
I know that we are not new,
In city and in forest
They smiled like me and you,
But let’s not talk of love or chains
And things we can’t untie,
Your eyes are soft with sorrow,
Hey, that’s no way to say goodbye

Ti ho amata al mattino
I nostri baci profondi e caldi
I tuoi capelli sul cuscino
come una quieta tempesta dorata
Si molti amori prima di noi
so che non siamo I primi
nella città e nella foresta
hanno sorriso come me e te
ma ora ci siamo allonatnati
e noi dobbiamo provare
I tuoi occhi tristi dal dolore
Hey, non c’é modo di dire addio
 

Non sto cercando un’altra
Come mi meraviglio del mio star bene
portami all’angolo ora
I nostri passi suoneranno sempre melodiosi
sai che il mio amore é con te
da quando il tuo amore é con me
é solo il modo in cui cambia
come la spiaggia e il mare
ma non parliamo di amore o catene
o di cose che non possiamo unire
I tuoi occhi sono tristi dal dolore
Hey, non c’é modo di dire addio

 

Ti ho amata al mattino
I nostri baci profondi e caldi
I tuoi capelli sul cuscino
come una quieta tempesta dorata
Si molti amori prima di noi
so che non siamo I primi
nella città e nella foresta
hanno sorriso come me e te
Ma non parliamo di amore o catene
o di cose che non possiamo unire
I tuoi occhi sono tristi dal dolore
Hey, non c’é modo di dire addio

 

La Tregua di Natale

La notte di Natale
1914, nelle trincee del fronte occidentale (Francia e Belgio) ci fu una tregua.
Non la ordinarono i comandi supremi; la dichiararono i soldati, che sui due
fronti uscirono allo scoperto, si abbracciarono, fumarono e cantarono insieme.
L’episodio preoccupò enormemente gli Stati Maggiori, che si preoccuparono anche
di cancellarne la memoria.

Qui di seguito, la
lettera di un soldato inglese che ne scrisse alla sorella.

«Giorno di Natale 1914.

Janet, sorella cara,


sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro
buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi
avvenimenti della vigilia di Natale.


In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l’avessi visto coi
miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia
cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto o stesso con i
soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia!


Come ti ho già scritto, negli ultimi giorni ci sono stati pochi combattimenti
gravi. Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si
sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Sicché per lo più siamo rimasti nelle
trincee ad aspettare.


Ma che attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice d’artiglieria
ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare
la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino.


E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio
nelle trincee, da cui dobbiamo aggottarla con pentole e padelle. E con la
pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più. S’appiccica e sporca tutto,
e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel fango, e
poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi…

Con tutto questo, non
potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi.
Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano
nello stesso fango.
E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi. Tra noi c’è la terra di
nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che
ne sentiamo le voci.
Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni. Ma altre volte
scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che
loro hanno gli stessi sentimenti.
Ieri mattina, la vigilia, abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché
infreddoliti l’abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango.
Tutto era imbiancato dal gelo, mentre c’era un bel sole: clima perfetto per
Natale.
Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria. Ma quando la sera è
scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo
silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non
ci contavamo. Ci avevano detto che i tedeschi potevano attaccarci e coglierci
di sorpresa.
Io sono andato al mio buco per riposare, e avvolto nel cappotto mi devo essere
addormentato.
Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: "Vieni a vedere! Vieni a vedere
cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con
cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia.

Non ho mai creduto di
poter vedere una cosa più strana e più commovente.
Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a
sinistra, a perdita d’occhio.
Che cos’è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: ‘alberi di Natale!’.

Era vero. I tedeschi
avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati
con candele e lumini. E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una
canzone: ‘ stille nacht, heilige nacht?’.
Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l’ha tradotto:
‘notte silente, notte santa’. Non ho mai sentito un canto più bello e più
significativo in quella notte chiara e silenziosa.
Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito.
Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi ha cominciato a
cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: ‘the first nowell
the angel did say?’.
Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle
armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi ne hanno attaccato
un’altra: ‘o tannenbaum, o tannenbaum?’.
A cui noi abbiamo risposto: ‘o come all ye faithful?’.

E questa volta si sono uniti al nostro coro, cantando la stessa canzone,
ma in latino: ‘adeste fideles?’.

Inglesi e tedeschi
che s’intonano in coro attraverso la terra di nessuno!
Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo
è stato di più.
‘Inglesi, uscite fuori!’, li abbiamo sentiti gridare, ‘voi non spara, noi non
spara!’.
Nelle trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per
scherzo: ‘venite fuori voi!’.
Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte,
scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto. Uno di loro ha detto:
‘Manda ufficiale per parlamentare’.
Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri
l’hanno fatto – ma il capitano ha gridato ‘non sparate!’. Poi s’è arrampicato
fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezz strada. Li abbiamo
sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro
tedesco in bocca!
Ci siamo accordati ‘niente fuoco fino a mezzanotte di domani’, ha annunciato.
‘Ma tutte le sentinelle restino ai loro posti, e tutti gli altri stiano sul chi
vive’.
Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano
verso di noi. Alcuni di noi sono usciti anch’essi e in pochi minuti eravamo
nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di
ammazzate poche ore prima.


Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in
grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per
la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano
l’inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai.
‘Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra’, ha risposto. ‘Prima di questo
sono stato cameriere all’Hotel Cecil. Forse ho servito alla tua tavola!’
‘Forse!’, ho risposto ridendo.
Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il
loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: ‘non ti preoccupare, prima di
Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla’.
Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla
ragazza, ed io ho promesso.
Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station. Mi ha fatto vedere
le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Sua sorella maggiore non è niente
male, io gli ho detto che mi piacerebbe conoscerla. Lui raggiante mi ha detto
che gli piacerebbe molto, e mi ha dato l’indirizzo.
Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari
con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e
loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se
n’è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch’io ho cambiato un coltello
pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando
torno a casa.
Ci siamo scambiati anche dei giornali, e i tedeschi se la ridevano leggendo i
nostri. Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia quasi disfatta. Noi
gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. ‘Va bene, voi credete ai vostri
giornali e noi ai nostri’.

E’ chiaro che gli
raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch’io mi chiedo fino a che
punto i nostri giornali dicano la verità. Questi non sono i ‘barbari selvaggi’
di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze
e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci
a credere altrimenti?
Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno
al falò, e abbiamo finito per intonare insieme – non ti dico una bugia – ‘Auld
Lang Syne’. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l’indomani, e
magari organizzare una partita di calcio.
Stavo tornando alla trincea quando un tedesco più anziano m’ha preso il braccio
e ha detto: Dio mio, perché non possiamo fare la pace e tornare a casa?
Gli ho detto senza cattiveria: ‘chiedilo al tuo imperatore’.
Lui mi ha guardato come scrutandomi: ‘forse, amico. Ma dobbiamo chiederlo anche
al nostro cuore’.
E insomma, sorella mia, c’è mai stata una vigilia di Natale come questa nella
storia?
Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati
sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che
siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno
a questo compito.
Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che
si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo. Ovviamente, conflitti devono
sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero
auguri invece di ultimatum?
Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte
le guerre?

Il tuo caro fratello Tom».

Curioso pensare che in quegli anni, mentre in alcuni fronti
succedevano queste cose, in quelli Italiani Cadorna faceva fucilare i suoi connazionali
….

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.



Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.



Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.



Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.


Martin Niemöller

Viva La Vida

Coldplay – Viva La Vida

E’ l’ultimo singolo dell’ ultimo album dei Coldplay intitolato appunto "Viva La Vida".

Niente da dire sulla canzone, è bellissima tanto che è piaciuta anche a persone che odiavano i Coldplay.

Il titolo dell’ album è un omaggio a Frida Kahlo, la pittrice dal monosopracciclio che dipinse il quadro che potete vedere qui sotto soltanto otto giorni prima di morire. (quindi se lo riuscite a vedere probabilmente morirete tra otto giorni). Toccatina di rito.

La copertina dell’album invece sfoggia il quadro di Delacroix simbolo della rivoluzione francese. Perchè? La risposta sta nel testo della canzone. Se cercate su internet trovete sia versioni diverse del testo, anche in punti cruciali come per esempio la frase "I know Saint Peter won’t call my name" alle volte si trova come "I know Saint Peter will call my name" sia traduzioni diverse, la maggior parte delle quali clamorosamente sbagliate.

Per grandi linee si parla di un sovrano, nella fattispecie un tiranno che dopo aver raggiunto l’apice del potere affronta la sua caduta, però non si capisce bene di chi si parli poiché il testo è pieno di metafore.

In alcuni punti sembra riferirsi a Luigi XVI data la frase "For my head on a silver plate" e il quadro in copertina, in altri invece si parla Gerusalemme e Cavalleria romana, che a me fa pensare ad Erode Antipa, figlio di Erode il grande, il quale dopo trent’anni di governo fu deposto da Caligola..,vabbè sentitevi la canzone e ditemi cosa ne pensate.

Per sentirla cliccate due volte qui sotto. .

       

 


I used to rule the world -> Ero solito dominare il Mondo
Seas would rise when I gave the word -> I mari si innanzavano quando impartivo la mia parola
Now in the morning I sleep alone -> Ora dormo solo nel mattino
Sweep the streets I used to own -> Spazzo le strade che ero solito possedere.

I used to roll the dice -> Ero solito lanciare il dado.
Feel the fear in my enemies eyes -> Avvertire la paura negli occhi dei miei nemici
Listen as the crowd would sing: -> Stare ad ascoltare con quanta voglia la folla voleva cantare
"Now the old king is dead! Long live the king!" ->-" Il vecchio re è morto, lunga vita al re!"

One minute I held the key -> Per un minuto ressi la chiave
Next the walls were closed on me -> Successivamente i muri furono chiusi su di me
And I discovered that my castles stand-> E ho scoperto che i miei castelli erano posti
Upon pillars of salt, and pillars of sand ->-Su pilastri di sale e pilastri di sabbia

I hear Jerusalem bells are ringing -> Odo le campane di Gerusalemme
Roman Cavalry choirs are singing -> La cavalleria romana sta cantando.
Be my mirror my sword and shield -> Sii il mio specchio, sii la mia spada il mio scudo.
My missionaries in a foreign field -> I miei missionari in terra straniera
For some reason I can’t explain- > Per qualche ragione che non riesco a spiegare
Once you know there was never, never an honest word ->-Una volta che tu saprai che non vi fu mai, mai una parola onesta
That was when I ruled the world -> Quel momento è quando io dominavo il mondo.
(Ohhh)

It was the wicked and wild wind -> Vi fu un vento folle e selvaggio
Blew down the doors to let me in.-> Che fece cadere le porte per farmi entrare ( nelle case dei sudditi)
Shattered windows and the sound of drums -> Finestre rotte e il suono dei tamburi
People could not believe what I’d become -> Il popolo non riusciva a credere cosa stessi diventando
Revolutionaries Wait -> I Rivoluzionari aspettano
For my head on a silver plate -> La mia testa su un piatto d’argento
Just a puppet on a lonely string -> ( sono) solo un pupazzo su un sottile filo
Oh who would ever want to be king? ->-Oh chi volle mai essere re? ( ora che il re, l’autore della canzone stà per morire)

I hear Jerusalem bells are ringing ->  Odo le campane di Gerusalemme che stanno suonando.
Roman Cavalry choirs are singing ->  La cavalleria romana sta cantando.
Be my mirror my sword and shield ->  Sii il mio specchio, la mia spada il mio scudo.
My missionaries in a foreign field ->  I miei missionari in suolo straniero
For some reason I can not explain -> Per alcune ragioni che non riesco a speigare
I know Saint Peter won’t call my name ->  So che San Pietro non chiamerà il mio nome
Never an honest word ->-Mai ( dissi) una parola onesta
And that was when I ruled the world -> E questo fu quando governai il mondo
(Ohhhhh Ohhh Ohhh)

I hear Jerusalem bells are ringing ->  Odo le campane di Gerusalemme che stanno suonando.
Roman Cavalry choirs are singing ->  La cavalleria romana sta cantando.
Be my mirror my sword and shield ->  Sii il mio specchio, la mia spada il mio scudo.
My missionaries in a foreign field -> I miei missionari in suolo straniero
For some reason I can not explain -> Per alcune ragioni che non riesco a speigare
I know Saint Peter won’t call my name -> So che San Pietro non chiamerà il mio nome
Never an honest word -> Mai ( dissi) una parola onesta
And that was when I ruled the world -> E questo fu quando governai il mondo


 

  

She’s Always a Woman

She’s Always a Woman

Per sentirla cliccate due volte qui sotto. .

    

 


She can kill with a smile, she can wound with her eyes
She can ruin your faith with her casual lies
And she only reveals what she wants you to see
She hides like a child, but she’s always a woman to me

She can lead you to love, she can take you or leave you
She can ask for the truth, but she’ll never believe you
And she’ll take what you give her as long it’s free
Yeah, She steals like a thief, but she’s always a woman to me

Ohhh… she takes care of herself
She can wait if she wants, she’s ahead of her time

Ohhh… and she never gives out
And she never gives in, she just changes her mind

And she’ll promise you more than the garden of Eden
Then she’ll carelessly cut you and laugh while you’re bleeding
But she’ll bring out the best and the worst you can be
Blame it all on yourself ‘cause she’s always a woman to me

She’s frequently kind and she’s suddenly cruel
She can do as she pleases, she’s nobody’s fool
And she can’t be convicted, she’s earned her degree
And the most she will do is throw shadows at you,
But she’s always a woman to me

 

  

A winter’s Tale

"A Winter ‘s Tale" è forse la canzone che più ho ascoltato in vita mia dei Queen.
Discorso analogo per "A day in the life" se parliamo dei Beatles .
Per quale motivo proprio queste due canzoni?
Semplicemente perchè…iniziano con la A, quindi ogni volta che faccio partire un cd mp3 la prima canzone della cartella è quella con la A. E ciò avviene puntualmente ogni volta che prendo la macchina: metto in moto, accendo lo stereo e poi parto…appena cambio cartella trovo subito una canzone con la A che mi aspetta, e un pò perchè mi piace un pò perchè sono troppo pigro, alla fine la ascolto tutta. Raramente incontro canzoni numerate perchè odio il numerino davanti al titolo perciò le rinomino tutte.

Winter Tale è anche un racconto di Shakespeare , ma non ha nulla a che vedere con la canzone, se volete sentirla cliccate qui sotto.

  

 


A Winter ‘s Tale

It’s winter-fall
Read skies are gleaming, oh
Sea-gulls are flyin’ over
Swans are floatin’ by
Smoking chimney-tops
Am I dreaming
Am I dreaming…?
The nights draw in
There’s a silky moon up in the sky, yeah
Children are fantasizing
Grown-ups are standin’ by
What a super feeling
Am I dreaming
Am I dreaming…?
Woh-woh-woh-woh
(Dreaming)
So quiet and peaceful
Tranquil and blissful
There’s a kind of magic in the air
What a truly magnificent view
A breathtaking scene
With the dreams of the world
In the palm of your hand
(Dreaming)
A cosy fireside chat
A little this, a little that
Sound of merry laughter skippin’ by
Gentle rain beatin’ on my face
What an extraordinary place!
And the dream of the child
Is the hope of the man
It’s all so beautiful
Like a landscape painting
in the sky, yeah
Mountains are zoomin’ higher
Little girls scream an’ cry
My world is spinnin’ and spinnin’
and spinnin’
It’s unbelievable
Sends me reeling
Am I dreaming
Am I dreaming…?
Oooh – it’s bliss
 

  

Prima di prendere l’aereo

Prima di prendere l’aereo ci sono delle cose importantissime da sapere:

 

 

 
 Visto che effettivamente posto sempre canzoni "vecchie" oggi metto questa bella canzone uscita recentemente, un po reggae un pò pop…
Il significato della canzone sta tutto nei versi :

No please don’t complicate, our time is short
this is our fate, im yours.
no please don’t hesitate no more, no more
it cannot wait, the sky is yours
Well open up your mind and see like me
open up your plans and damn you’re free
look into your heart and you’ll find love love love”..

Interpretazione romantica:
 Un ragazzo cerca di convincere una ragazza a lasciarsi andare e ad accettare il suo amore.
Interpretazione mia:
Parole dolci di un esperto donnaiolo estivo che cerca di convincere una qualche sua preda a mollargliela prima che parta.
…our time is short…
 

 

I’m Yours

 Jason Mraz

Versione con Audio Qui

I’m Yours


Well, you done done me and you bet I felt it
I tried to be chill but your so hot that i melted
I fell right through the cracks, and i’m tryin to get back

before the cool done run out i’ll be givin it my best test
and nothin’s gonna stop me but divine intervention
I reckon it’s again my turn to win some or learn some.

 I won’t hesitate no more,
no more, it cannot wait i’m yours

Well open up your mind and see like me
open up your plans and damn you’re free
look into your heart and you’ll find love love love
listen to the music at the moment maybe sing with me
Ah, la peaceful melody
It’s your god forsaken right to be loved loved loved loved Loved

So, i won’t hesitate no more,
no more, it cannot wait i’m sure
there’s no need to complicate our time is short
this is our fate, i’m yours

I’ve been spendin’ way too long checkin’ my tongue in the mirror
and bendin’ over backwards just to try to see it clearer
my breath fogged up the glass
and so I drew a new face and laughed
I guess what I’m a sayin’is there ain’t no better reason
to rid yourself of vanity and just go with the seasons
it’s what we aim to do
our name is our virtue

I won’t hesitate no more, no more
it cannot wait, i’m sure
(there’s no need to complicate
our time is short
it cannot wait, i’m yours) 2x

no please don’t complicate, our time is short
this is our fate, im yours.
no please don’t hesitate no more, no more
it cannot wait, the sky is yours!)

well open up your mind and see like me
open up your plans and damn you’re free
look into your heart and you’ll find love love love love
listen to the music of the moment come and dance with me
ah, la one big family
it’s your god forsaken right to be loved, loved, loved, loved
open up your mind and see like me
open up your plans and damn you’re free
look into your heart and you’ll find love love love love
listen to the music of the moment come and dance with me
ah, la happy family
it’s our god forsaken right to be loved loved loved loved
listen to the music of the moment come and dance with me
ah, la peaceful melodies
it’s you god forsaken right to be loved loved loved loved….’
 

Sono tuo


Bene, è un affare fatto e me ne sono proprio accorto
ho provato a essere freddo ma tu se così calda che mi sono sciolto.
Sono caduto proprio in quelle crepe e sto provando a tornare indietro


prima che il patto si esaurisca lo sottoporrò al mio test migliore
e solo la divina provvidenza potrà fermarmi
suppongo che sia ancora il mio turno di vincere qualcosa o imparare,


io non esiterò
non può aspettare, sono tuo


schiarisciti le idee a vedila come la vedo io
cambia i tuoi progetti e sei libera
guardati nel cuore e troverai amore
ascolta la musica al momento e puoi anche cantare con me
ah melodia di serenità
è tuo diritto divino di essere amata
amata, amata


così non esiterò più
mai più, non può aspettare
non c’è bisogno di complicazioni, abbiamo poco tempo,
questo è il nostro destino, sono tuo


ho speso troppo tempo a guardarmi allo specchio
e piegandomi all’indietro solo per cercare di vederci chiaro
il mio alito ha appannato il vetro
così ho fatto una nuova espressione e mi sono messo a ridere
suppongo che quello che sto dicendo è che non c’è una ragione migliore
Di liberarti della vanità e di andare avanti naturalmente,
 è quello per cui siamo fatti
il nostro nome è la nostra virtù


io non esiterò più, mai più
non può aspettare, sono sicuro
non c’è bisogno di complicazioni
abbiamo poco tempo
non può aspettare, sono tuo


per favore non complicare tutto, abbiamo poco tempo,
questo è il destino, sono tuo

per favore non esitare più
non può aspettare, il cielo è tuo


schiarisciti le idee a vedila come la vedo io
cambia i tuoi progetti e sei libera
guardati nel cuore e troverai amore
ascolta la musica al momento e puoi anche ballare con me
ah, amo una grande famiglia
è tuo sacrosanto diritto di essere amata, amata
amata


 

Non tutti amano l’estate…

Non tutti amano l’estate…
C’è chi lavora, c’è chi studia…
c’è chi non sopporta i castelli di sabbia..